Oggi si celebra Sant'Anna.
I miei hanno una particolare venerazione per questa santa, il 26 luglio è una giornata scandita da un rituale ormai diventato ferreo.
Io non mi chiamo Anna, ma Anna è il mio secondo nome, o forse il terzo.
Fino a pochi anni c'era l'usanza, durante il Battesimo, di assegnare tre nomi ad ogni bambino.
Anna deriva dall'ebraico Hannah (grazia) e il suo significato viene talvolta interpretato come "graziosa".
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Giotto, L'annuncio a Sant'Anna |
Non conoscevo la sua storia. Eccone un assaggio tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_(madre_di_Maria)
I genitori di Maria non sono mai nominati nei testi biblici
canonici. Secondo i vangeli apocrifi Anna era figlia di Achar, della
tribù di Levi e sorella di Esmeria, madre di santa Elisabetta e nonna del
Battista. Il suo matrimonio con Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della
tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, non produsse prole, anche
dopo venti anni, a causa della sterilità del marito: umiliato pubblicamente (un
uomo di nome Ruben gli aveva impedito di sacrificare al tempio per non aver
dato figli a Israele), Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre
erano separati, un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato
l'imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso
contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si incontrarono alla
Porta Aurea di Gerusalemme: gli autori medievali vedono nel loro casto bacio il
momento dell'immacolato concepimento di Maria. Secondo la tradizione Anna e
Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi
dell'attualePorta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia,
laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove
avrebbero abitato e dove sarebbe cresciuta Maria sorge una chiesa costruita dai
crociati nel XII secolo, dedicata a sant'Anna e custodita dai Padri Bianchi. La
tradizione vuole che le reliquie della santa furono salvate dall'essere
distrutte dallo stesso centurione Longino. I resti furono poi custoditi in
Terra Santa finché ad opera di alcuni monaci non giunsero in Francia dove rimasero
per anni. Durante le famose incursioni ottomane, l'intero corpo fu chiuso in
una bara di cipresso e murato, per precauzione, in una cappella scavata sotto
la nascente cattedrale di Apt. Molti anni dopo avvenne il ritrovamento,
preceduto e seguito, secondo i racconti, da diversi miracoli che portarono
all'identificazione del corpo, grazie perlopiù ad una scritta in greco. In
seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra i vari nobili ed il clero,
attualmente il suo teschio viene custodito e portato in processione il 27
luglio a Castelbuono in Sicilia. Tra i presunti miracoli si ricorda il
"lumino", rimasto acceso accanto alla bara di cipresso per anni
nonostante l'assenza di aria.